Cutrofiano è un comune di circa 10.000 abitanti in provincia di Lecce situato nel cuore della penisola salentina; fa parte dell’Unione della Grecìa Salentina (isola linguistica ed ellenofona in cui ancora si parla e si canta un dialetto neo-greco noto come griko) e dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, nonché è parte dell’Istituto Diego Carpitella ed ultimamente è entrato a far parte dell’ass.ne nazionale “Città della Ceramica”.

E’ un centro agricolo molto fiorente per produzione di vino ed olio di qualità. Di rilievo è l’attività estrattiva della caratteristica pietra di Cutrofiano (tufi), nonché dell’argilla utilizzata sia per la produzione del cemento, sia per la produzione delle terrecotte. Fiorente è la lavorazione artigianale delle terraglie confezionate con i locali banchi di argilla giallastra. Vasi, stoviglie e oggetti ornamentali, costruiti dagli artigiani di Cutrofiano sono venduti su tutte le piazze di ogni comune della provincia, apprezzate a livello nazionale ed anche all’estero. Il Comune di Cutrofiano vanta di aver dato i natali ai cantori, che poi sono stati definiti “il traino” i portatori, più importanti della tradizione popolare musicale salentina, e cioè “LI UCCI”, gruppo formato proprio a Cutrofiano, che vedeva tra i membri del gruppo la maggior parte dal nome Antonio (diminutivo dialettale UCCIU) da qui al plurale “LI UCCI”. Sin dal 1990 l’amministrazione comunale grazie ad alcuni collaboratori culturali è stata attenta alle tradizioni infatti, Cutrofiano è tra i protagonisti dello storico “Ritorno a San Rocco” legato al culto della Notte di San Rocco tra il 15 e il 16 agosto a Torrepaduli (LE), dove si riunivano suonatori di tamburello e danzatori di “scherma”. La Collaborazione dell’ente con l’ass.ne culturale Sud Ethnic si è instaurata sin da subito, visto l’impegno che la stessa ha subito dimostrato per il recupero delle tradizioni popolari, ma si consolida sempre più poi dal 2011, anno della prima edizione de Li Ucci Festival, sposando l’idea dell’Ass.ne Cult. Sud Ethnic nel puntare l’attenzione alla destagionalizzazione e alla valorizzazione delle tradizioni popolari attraverso un evento che, oltre ad esaltare le tradizioni culturali nel nome dello storico gruppo di cantori popolari del paese “Li Ucci”, favorisse il pieno coinvolgimento delle scuole e dei giovani musicisti locali, divenendo quello che ora è considerato tra gli eventi culturali musicali più apprezzati del comune e della Grecìa salentina per la salvaguardia delle tradizioni popolari.

Lo stesso Comune di Cutrofiano è parte integrante dell’ Istituto Diego Carpitella che vede la luce nel 1997, grazie alla collaborazione con l’Istituto toscano Ernesto de Martino l’Istituto. Deriva il suo nome dall’etnomusicologo calabrese, Diego Carpitella e si pone l’obiettivo di intercettare le numerose istanze che vengono dalle diverse “anime” del movimento della pizzica. In particolare cerca di rispondere alla domanda di conoscenza (da parte del mondo giovanile), di studio e documentazione (dal versante dei ricercatori e degli studiosi), di visibilità da parte della moltitudine di musicisti e gruppi che animano la “scena della pizzica”, di valorizzazione e patrimonializzazione (dal versante politico istituzionale). L’iniziativa, che nasce dall’associazionismo tra i comuni di Alessano, Cutrofiano, Melpignano, Sternatia e la Provincia di Lecce, si connota sin dall’inizio con una precisa identità politico- culturale. L’obiettivo, in estrema sintesi, è quello di avviare un lavoro di “documentazione e ricerca sulla cultura popolare”, ma anche – si legge nello statuto – “studiare il patrimonio culturale artistico del Salento (sia nelle espressioni della tradizione orale, che nei documenti storici, nei beni architettonici, paesaggistici di interesse archeologico ed etnoantropologico) individuare e valorizzare le sue peculiarità nell’ambito delle culture popolari dell’Italia meridionale e nel più vasto bacino del Mediterraneo”. Dall’Istituto Diego Carpitella prende il via l’esperienza del festival de “La Notte della Taranta” nel 1998 oggi organizzato dalla Fondazione “La Notte della Taranta”.

Cutrofiano fa parte dal 2007 dell’ Unione della Grecìa salentina, i comuni dell’Unione condividono non solo la cultura e (in parte) la lingua, ma anche una serie di servizi comprensoriali. Dell’Unione dei comuni della Grecìa Salentina fanno parte attualmente undici centri: Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, Corigliano D’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Melpignano, Sogliano Cavour, Soleto, Sternatia, Zollino. Di questi Carpignano Salentino, Cutrofiano e Sogliano Cavour non sono ellenofoni. Un’isola linguistica ellenofona del Salento situata nella Puglia meridionale, in provincia di Lecce, in cui si parla un dialetto neo-greco noto come griko. L’Unione dei comuni della Grecìa Salentina, comprende circa 60.000 abitanti. Sebbene solo Melpignano e Soleto non abbiano alcun parlante griko, anche altri paesi hanno perso quasi completamente la lingua. L’idioma è ancora sporadicamente usato principalmente nei comuni di Sternatia, Martignano, Calimera, Corigliano d’Otranto, Zollino e Martano.

Inoltre l’Unione della Grecìa Salentina è entrata a far parte Borghi Autentici d’Italia,  un’Associazione che riunisce piccoli e medi comuni, enti territoriali ed organismi misti di sviluppo locale, attorno all’obiettivo di un modello di sviluppo locale sostenibile, equo, rispettoso dei luoghi e delle persone e attento alla valorizzazione delle identità locali. L’obiettivo: riscoprire i borghi italiani quali luoghi da vivere, sostenere e preservare. L’Associazione Borghi Autentici considera la comunità locale quale elemento decisivo del proprio disegno di sviluppo. La comunità quale luogo, contesto umano e culturale, che è sinonimo del buon vivere, di gusto, di un saper fare creativo e di una dimensione sociale dolce; una comunità che si apre all’esterno e diviene “Comunità Ospitale” protagonista della nuova Soft Economy. Borghi Autentici d’Italia, quindi, promuove un percorso articolato di sviluppo in sede locale, un approccio che considera i patrimoni esistenti quali punti di partenza per costruire strategie concrete e attuabili di miglioramento del contesto sociale, ambientale e produttivo locale, partendo dalle risorse e dalle opportunità presenti, allo scopo di elevare le condizioni di vita della popolazione e rendere attraente “lo stare”, il vivere e il lavorare in quel luogo.

Cutofiano è ufficialmente entrato nell’AiCC – Associazione Italiana Città della Ceramica, un’associazione senza fini di lucro, nata nel 1999, alla quale aderiscono 35 comuni “di antica tradizione ceramica” (su un totale di 40 riconosciuti in Italia), previsti dalla Legge 188 del 1990 che tutela e promuove la ceramica artigianale ed artistica nazionale. I comuni aderenti ad AiCC si trovano in 15 su 21 regioni italiane, distribuiti da nord a sud e nelle isole, a dimostrazione di come la ceramica sia un concreto, storico e fondamentale patrimonio dell’arte e della cultura italiana. Aderiscono ad AiCC i comuni di: Albisola Superiore, Albissola Marina, Ariano Irpino, Ascoli Piceno, Assemini, Bassano del Grappa, Burgio, Caltagirone, Castellamonte, Castelli, Cava dei Tirreni, Cerreto Sannita, Civita Castellana, Deruta, Este, Faenza (che la presiede fin dalla fondazione), Grottaglie, Gualdo Tadino, Gubbio, Impruneta, Laterza, Laveno Mombello, Lodi, Mondovì, Montelupo Fiorentino, Nove, Oristano, Orvieto, San Lorenzello, Santo Stefano di Camastra, Sciacca, Sesto Fiorentino, Squillace, Urbania, Vietri sul Mare.
A questi, vanno aggiunti i Comuie di Napoli e Pesaro, in corso di rientro nell’associazione, e i comuni di Borgo San Lorenzo, Cutrofiano e Viterbo, riconosciuti dal MISE nel 2017 e in ingresso nell’associazione.